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Facebook e il Grande Fratello - intervista a Marco Calamari

Federico Guerrini avatar Martedì 26 Gennaio 2010, 13:12 in Libertà digitali di Federico Guerrini

Calamari_Marco.gif Marco Calamari è uno dei massimi esperti di difesa della privacy on line, fra gli ideatori del Progetto Winston Smith , che assegna ogni anno i Big Brother Awards , i premi a individui o aziende che si sono distinti per il loro comportamento esecrabile nei confronti della privacy degli internauti.

Pochi giorni fa ha pubblicato su Punto Informatico un interessante articolo intitolato "La lunga memoria di Facebook ", nel quale commentava le "rivelazioni" fatte da un ex dipendente della società di Palo Alto.

Dopo aver letto il pezzo, ho pensato allora di fare due chiacchere via mail con lui per capire come salvarci dal Grande Fratello mediatico.

Ecco l'intervista.

Il nocciolo delle "rivelazioni dell'impiegato di FB, come anche tu scrivi nel pezzo, è che "tutto, quello che un utente fa o carica su Facebook viene memorizzato permanentemente, permanentemente, in una struttura di database facilmente ricercabile e di cui vengono frequentemente salvati snapshot ed effettuate repliche tra i datacenter".

D: Secondo te, queste affermazioni sono attendibili?

R: Sì. Sono dichiarazioni del tutto scontate, come molti hanno notato.
La cosa diversa e' che le dice una fonte "ufficiale"; nutro una
minima speranza che questo possa far rinsavire almeno
una piccolissima percentuale degli utenti di FB.

D: Si può utilizzare il network in modo "sicuro"?

R: Facendo molta attenzione, direi che lo si può utilizzare in maniera "poco insicura" ma la quantita' di cura dovrebbe essere molta, piu' alta di quella che il navigatore medio normalmente vuole spendere.

D: Sconsiglieresti dunque a chiunque voglia tutelare la sua privacy di
iscriversi a Facebook?

R: Sì, senz'altro.

D: Alcuni dicono che si è troppo "paranoici" sulla faccenda della
privacy, che in fondo "cosa ci può accadere...". Tu cosa ne pensi? 

R: Leggi il Manifesto del Progetto Winston Smith
http://pws.winstonsmith.org/people.html 

D: Da chi proviene, a tuo avviso, oggi la maggior minaccia alla privacy on
line?

R: Da chi vuole esercitare economici e potenti tecno-commercial-controlli.

D: Ma cosa può fare, quali accorgimenti può prendere un utento "medio" (non un tecnico), per tutelarsi?

R: Non usare Facebook, tanto per cominciare, e poi leggere qualche testo
 a riguardo, cominciando magari dal sito del PWS e finendo qui:
http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=1450006&rec=1&srcabs=1104728 

 

 

 


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